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Modulazione della pressione sanguigna da parte del sistema melanocortinergico

L’aumento e la perdita di peso sono associati a cambiamenti nella pressione sanguigna attraverso meccanismi ancora poco noti. Il segnale melanocortinergico centrale è coinvolto nel controllo del bilancio energetico e della pressione sanguigna nei roditori, ma non sono disponibili informazioni riguardo a questa associazione negli uomini.

Un gruppo di ricercatori dell’Addenbrooke's Hospital a Cambridge ( Gran Bretagna ), ha valutato la pressione sanguigna, la frequenza cardiaca e i livelli delle catecolamine urinarie in soggetti in sovrappeso o obesi con una mutazione con perdita di funzione del gene MC4R, che codifica per il recettore della melanocortina di tipo 4, e in un gruppo di pazienti di controllo ugualmente in sovrappeso.
Sono stati anche valutati gli effetti della somministrazione per 7 giorni di un agonista MC4R in 28 volontari in sovrappeso o obesi.

La prevalenza di ipertensione è risultata marcatamente più bassa nei soggetti MC4R-deficienti rispetto ai controlli ( 24% vs. 53%, P=0,009 ).

Dopo l’esclusione dei soggetti in trattamento con farmaci antipertensivi, i livelli di pressione sanguigna sono risultati significativamente più bassi nelle persone MC4R-deficienti rispetto ai controlli con una pressione sistolica media di 123 mmHg e 131 mmHg, rispettivamente ( P=0,02 ), e una pressione diastolica media di 73 mmHg e 79 mmHg, rispettivamente ( P=0,03 ).

Rispetto ai controlli, i soggetti MC4R-deficienti hanno mostrato un minor aumento nella frequenza cardiaca al risveglio ( P=0,007 ), una minore frequenza cardiaca durante l’iperinsulinemia euglicemica ( P<0,001 ) e una minore secrezione urinaria di norepinefrina nel corso delle 24 ore ( P=0,04 ).

La dose massima giornaliera tollerata dell’agonista MC4R ( 1,0 mg ) ha portato a un significativo aumento di 9,3 mmHg nella pressione sistolica e di 6,6 mmHg in quella diastolica ( P<0,001 in entrambi i confronti ) a 24 ore rispetto al placebo.

Le differenze nei valori di pressione sanguigna non erano spiegabili con i cambiamenti dei livelli di insulina; non sono stati registrati significativi eventi avversi.

In conclusione, i risultati di questa analisi genetica e farmacologica sottolineno il coinvolgimento del sistema melanocortinergico nel controllo della pressione sanguigna umana attraverso un meccanismo indipendente dall’insulina. ( Xagena2009 )

Greenfield J R et al, N Engl J Med 2009; 360: 44-52


Cardio2009 Endo2009

 
 
 
 
 
 
 
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